ASSICURAZIONI: PROFESSIONI E PROFESSIONALITA’

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Parlare di competenze professionali può risultare un esercizio a rischio banalità, un argomento in cui troppi soggetti ormai si cimentano con commenti sull’evoluzione di conoscenze da riqualificare o da acquisire per affrontare i cambiamenti del mercato.
Il settore assicurativo, a differenza di molti altri, sconta oggi il peso di un passato non certo contraddistinto da dinamismo e proattività commerciale, organizzativa, tecnologica. L’assicurazione ha, da sempre, fondato il suo business sulle capacità tecniche, ma la situazione è cambiata e le compagnie, i canali distributivi e le associazioni di categoria, da tempo, si stanno confrontando con le tante novità che le riguardano.
subheaderLa spinta, ancora una volta, arriva da provvedimenti legislativi e da una intensa attività della Vigilanza; adeguarsi alle normative è un’attività costante per il settore, che pesa in termini di investimenti, tempo e abilità da far evolvere.
Un lungo elenco di regolamenti a cui attenersi, pena sanzioni, e di direttive in arrivo ha modificato, e continuerà a modificare, il modo di fare assicurazione e di relazionarsi con la clientela.
Questo scenario impone allora un accrescimento della preparazione professionale a tutti i livelli nel settore assicurativo. Anche una categoria, come quella dei periti non auto, tradizionalmente focalizzata su capacità tecniche non certificate, ha lavorato a un progetto di autoregolamentazione, certificazione e formazione, con l’obiettivo di dotarsi di un sistema di qualità per la professione.
Al di là degli obblighi legislativi, la percezione che si sta diffondendo in modo trasversale è che il cliente sceglierà chi è più preparato e competente. La scelta del mercato, quindi, cadrà su quei manager, intermediari o professionisti, convinti che l’aggiornamento e la formazione costante siano un valore per la propria professionalità.
In tutto questo manca però ancora un tassello, il più importante, per continuare a crescere professionalmente, e non solo. Lo ha sottolineato in un convegno Adolfo Bertani, presidente del Cineas, citando un pensiero di Primo Levi: “Se si escludono i tanti istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l’amare il proprio lavoro costituisce la migliore approssimazione alla felicità sulla terra. Ma questa è una verità che pochi conoscono”.

(Fonte: InsuranceTrade.it)

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