Big Data e Smart Technology, compagnie ancora in ritardo negli investimenti

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Secondo una ricerca dell’Osservatorio di RGI, organizzato in collaborazione con Celent – Oliver Wyman Group (e presentata durante RGI Next – UX Factor), gli italiani sono pronti a condividere i propri dati di guida e di salute con le compagnie assicurative, che però sono ancora in ritardo negli investimenti e nella comprensione effettiva dei bisogni. Il gap tra domanda e offerta rimane quindi elevato: oltre il 50% dei consumatori ritiene non ancora sfruttate le potenzialità della digitalizzazione

Con l’avvento dei Big Data e delle Smart Technology, il comparto assicurativo ha la possibilità di attuare una vera e propria rivoluzione, ma sembra ancora accusare un ritardo nella sua messa in atto. Oltre il 50% dei consumatori, infatti, ritiene che le compagnie assicurative siano indietro rispetto ad altri settori industriali nello sviluppo e utilizzo di ciò che il progresso tecnologico mette a disposizione, quando in realtà la digital transformation è in cima all’agenda di tutte le compagnie.
Il dato proviene da un osservatorio triennale sulla digitalizzazione delle compagnie assicurative europee che RGI, società leader nella produzione di software per le assicurazioni, ha organizzato a partire dal 2015 in collaborazione con Celent – Oliver Wyman Group, che ha presentato la ricerca “Private consumer data and smart technology in insurance” in esclusiva durante RGI Next – UX Factor, evento annuale della società. L’indagine, che ha coinvolto 60 compagnie assicurative europee – di cui 32 in Italia – e 1.284 consumatori europei (323 in Italia), si propone di analizzare l’evoluzione di un mercato che dai Big Data e dalle Smart Technology può trarre grandi benefici.

Big Data e Smart Technology
Big Data e Smart Technology

“I risultati della ricerca di Celent dipingono un quadro chiaro della trasformazione digitale che sta avvenendo nel settore assicurativo, che può essere una grande opportunità di sviluppo anche in funzione del ruolo sociale degli assicuratori – ha dichiarato Vito Rocca, CEO di RGI –. Dalla nostra posizione di partner d’eccellenza sul mercato assicurativo, abbiamo anticipato gli scenari evolutivi futuri presentando la nuova versione di PASS_Insurance, il software più innovativo disponibile oggi sul mercato. PASS_Insurance consente alle assicurazioni di evolvere il proprio modello operativo interno e allo stesso tempo aprirsi all’innovazione delle Smart Technology e alla grande opportunità di cambiare l’immagine della industry assicurativa grazie alla possibilità di ‘app-ificare’ il contatto quotidiano con la Compagnia su un oggetto che il consumer si porta dietro tutto il giorno, cioè il suo smartphone”.
Nel corso dell’evento RGI Next – UX Factor, che si è svolto lo scorso venerdì 21 ottobre a Firenze, RGI ha infatti presentato la nuova versione del sistema PASS_Insurance, il software di gestione delle polizze assicurative “che abilita i modelli di business attuali e futuri delle compagnie e che è progettato secondo l’usabilità dei social network e integrato con le tecnologie di frontiera come la domotica, le blackbox e l’intelligenza artificiale utilizzata come ausilio alla vendita assicurativa”.
La direzione è quindi chiara, ma ciò che emerge dalla ricerca permette di comprendere come il lavoro da fare sia considerevole. Se una vasta maggioranza dei consumatori italiani si dice disponibile a condividere alcuni dati specifici con le compagnie – come quelli sul proprio stile di guida per l’82% o sulla propria salute per il 66% –, ancora quattro compagnie italiane su dieci non ritengono fondamentale reperire tali dati, a fronte di un 84% delle compagnie europee che invece stanno cogliendo più velocemente le opportunità fornite dalla digitalizzazione.
Secondo RGI risulta quindi evidente un disallineamento tra il comparto e le persone, ma anche una curiosa scollatura tra le compagnie assicurative europee e quelle italiane.

Una differenza che risulta ancora più netta se si analizzano gli investimenti già fatti nelle Smart Technology. Le aspettative dei consumatori in questo senso sono alte, tanto che solo meno del 10% di loro dichiara di non volerle utilizzare e di preferire un contatto umano, ma ciò che latita sono gli investimenti per svilupparle. Scendendo maggiormente nel dettaglio, si nota infatti come solo il 14% degli assicuratori italiani abbia investito nelle Machine learning techniques, un dato che arriva a più del doppio nel caso delle compagnie europee. Come emerge dalla ricerca di Celent, le opportunità per le assicurazioni sono molteplici ma, allo stesso tempo, il percorso è lungo soprattutto per le compagnie italiane.

(Fonte: Intermedia Channel)

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