CASE DEGLI ITALIANI SEMPRE PIU’ SMART. E LE COMPAGNIE ?

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Una casa ricca di oggetti, interconnessi tra loro e con i quali si possa dialogare, per rendere il proprio ambiente domestico sempre più personalizzato e funzionale. In gergo tecnologico, una Smart Home, zeppa di Iot.
Questa la fotografia scattata da un’indagine condotta dal Politecnico di Milano, secondo la quale la Smart Home è uno dei terreni più fertili dell’IoT. I numeri parlano chiaro: nel 2016, questo connubio ha fruttato ben 185 milioni di euro, facendo registrare un +23% rispetto al 2015. Un mercato in crescita e che promette un forte sviluppo anche per i prossimi anni. Nel 2020, le stime dicono che saranno addirittura 20 miliardi i dispositivi connessi sull’intero pianeta. Del resto, l’Internet of Things ha già stravolto diversi settori. Mentre Michelin vende pneumatici con sensori che danno consigli su come migliorare il proprio stile di guida, DHL consegna prodotti direttamente nel bagagliaio delle automobili, localizzate ed aperte tramite APP.

Oggi, il 26% degli italiani possiede almeno un oggetto intelligente nella propria abitazione e il 58% si dice intenzionato ad acquistarlo. E sembrerebbe essere proprio il mondo assicurativo ad avere tutti i requisiti per far esplodere questo mercato. Tuttavia, il condizionale è d’obbligo, perché se da una parte il rapporto tra le Compagnie italiane e l’IoT si fa sempre più idilliaco a parole, dall’altro evidenzia con chiarezza segni di immaturità nei fatti. Le Assicurazioni mostrano una forte intraprendenza nello sviluppo di polizze legate agli apparati per la gestione energetica e per il controllo dell’ambiente, ma poco o nulla fanno sul fronte tecnologico, nel senso più «puro» del termine. Ciò che sembra mancare è una partnership con chi è in grado di offrire anche quella componente innovativa, che solo le start-up tecnologiche, al giorno d’oggi, sono in grado di mettere a disposizione.
Tra le centinaia di proposte per rendere più intelligente la propria casa, in Italia e non solo, primeggiano senza dubbio quelle legate alla sicurezza. Ebbene, in Giappone, le ormai obsolete telecamere fisse sono state sostituite da droni in grado di sorvegliare le aree assegnategli dall’alto. Questa soluzione altamente innovativa elimina il problema dato dagli angoli ciechi e, soprattutto, è in grado di trasmettere in tempo reale tutto quanto sta registrando. “Il robot volante – spiega Asuka Saito, portavoce di Secom, l’azienda produttrice di questo aeromobile – può decollare se i nostri sistemi di sicurezza online rilevano un accesso non autorizzato. Ci permette, quindi, di controllare rapidamente che cosa sta davvero succedendo in quel luogo”.
Insomma, il rapporto tra IoT e Smart Home sembra destinato a durare. Le potenzialità sono enormi, ma è necessario approfondire ed esplorare. Adagiarsi su realtà già consolidate è un errore che la rivoluzione tecnologica in atto non ammette. Bisogna dirigersi verso nuovi orizzonti e General Expert lo ha fatto. La seconda fase del progetto eDrones sta volgendo al termine e anche il nostro drone anti-intrusione sta per decollare.

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