CELLULARI AL VOLANTE: URGE INNOVAZIONE PER FAR RISPETTARE LO STOP

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Frequenti, anzi, troppo frequenti sono gli incidenti causati dall’utilizzo improprio dello smartphone mentre si è alla guida. Lo dicono i numeri che, negli anni, mostrano chiaramente come gli italiani facciano davvero fatica a perdere quella che, più che una cattiva abitudine, sembra essere diventata una vera e propria ossessione.

Secondo uno studio firmato Istat, il numero di incidenti imputabili alla guida distratta nel corso del 2014 è stato di circa 37 mila casi, pari a quasi il 20% degli incidenti stradali con feriti. E l’anno successivo non è andata meglio. I dati forniti dalla Polizia di Stato non lasciano dubbi: nel 2015, sono state 48.524 le infrazioni contestate per utilizzo di telefono alla guida, facendo registrare un bel + 20,9% rispetto all’anno precedente. A rincarare la dose, la denuncia di qualche mese fa del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio: “l’80% degli incidenti gravi è dovuto dall’uso del palmari al volante”.

Sempre peggio, insomma. E non importa se si viaggia sulle due, piuttosto che sulle quattro ruote: mentre si guida, si telefona, si manda un sms, si scrive una mail, si chatta su whatsapp e, dulcis in fundo, c’è chi si fa pure i selfie. Il risultato è che la distrazione dovuta all’uso di smartphone mentre si è al volante risulta essere la prima causa di incidente stradale in Italia, battendo la guida in stato di ebbrezza e l’eccesso di velocità.

20161231_133818A nulla sono servite le campagne di sensibilizzazione promosse da Anas e Aci: gli hashtag #GuidaeBasta e #MollaStoTelefono non hanno sortito alcun effetto. E pare che anche la normativa lasci gli italiani, da nord a sud, del tutto indifferenti. L’art. 173 del Codice della strada vieta tassativamente l’uso di apparecchi radiotelefonici mentre si è alla guida; chi viola queste disposizioni è soggetto ad una sanzione amministrativa, che può variare da 161 a 646 euro, alla decurtazione di 5 punti sulla patente e, notizia della settimana scorsa, anche al ritiro della stessa  da quindici giorni fino a due mesi.

Quindi, che fare per arginare questo fenomeno?

Nella vicina Svizzera, la consigliera Maja Ingold ha proposto di adottare la stessa iniziativa della Germania, che prevede il sequestro del telefonino all’automobilista, qualora ci fosse il sospetto che l’incidente sia stato causato proprio dall’uso del cellulare. Ma in Italia, neanche a parlarne: una tale iniziativa, ammettiamolo, vedrebbe i conducenti trasformarsi in gladiatori  e le strade italiane in anfiteatri degni dell’antica Roma.

Sempre il Ministro Delrio ha tuonato: ”in Italia, muoiono in media dieci persone al giorno per incidenti automobilistici – dobbiamo mettere in campo azioni nuove, fare qualcosa di innovativo.

Ed è proprio in quest’ambito che si colloca General Expert. Con il supporto del know how di strutture altamente tecnologiche, nelle quali la digitalizzazione è davvero un big dato di fatto, stiamo sviluppando soluzioni che, ci auspichiamo, possano almeno in parte ridimensionare il problema, soprattutto per le Compagnie di Assicurazione.  Le black box sono in grado di registrare una serie di parametri utili in caso di incidente: velocità, accelerazione, frenate, urti ed eventuali malfunzionamenti, ma del telefono in uso mentre si è al volante non vi è la benché minima traccia.

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