SAFEDRIVEPOD, COME RIDURRE IL NUMERO DELLE VITTIME SULLE STRADE ITALIANE

Home / blog / SAFEDRIVEPOD, COME RIDURRE IL NUMERO DELLE VITTIME SULLE STRADE ITALIANE

Meno incidenti e feriti, ma più vittime sulle strade italiane. I numeri parlano chiaro: nel primo semestre dell’anno appena conclusosi, si evidenzia sì una diminuzione del numero degli incidenti e dei feriti sulle strade italiane, ma non un calo delle vittime che, invece, hanno ripreso a salire. Nello specifico, gli incidenti e i feriti sono diminuiti rispettivamente del 4% e del 5% ai quali, purtroppo, non corrisponde il calo dei morti che, invece, è tornato a salire con valori compresi tra il 6,7% e l’8,2%, rispetto ai dati consolidati dello stesso periodo del 2016.

Un quadro tutt’altro che tranquillizzante e che allontana l’Italia dal raggiungimento dell’obiettivo europeo, che è quello di ridurre entro tre anni del 50% il numero dei decessi per incidenti stradali.

smartphone al volante Questa situazione poco rassicurante è stata commentata duramente da Luigi Altamura, comandante del Corpo di Polizia locale di Verona, sul portale dell’ASAPS, l’Associazione sostenitori Amici Polizia stradale: “preso atto che la distrazione alla guida con i telefonini è ormai un vero e proprio “bubbone” per la pubblica incolumità sulle strade italiane -si legge- fatto tanto reale quanto non avvertito dalla politica, che ha “dimenticato” di approvare il DDL che introduceva un inasprimento delle sanzioni accessorie alla prima violazione con la sospensione della patente”.

Dopo aver evidenziato come la legislatura sia finita senza “seri” provvedimenti legislativi, tranne che per l’introduzione dell’omicidio stradale, dopo aver sottolineato la guerra spietata agli autovelox  e agli etilometri, dopo aver denunciato le sempre meno risorse impegnate da Comuni e Province per la manutenzione stradale, per rispettare l’ormai famigerato “patto di stabilità” fortemente voluto dall’Europa, Altamura ha puntato il dito su quella che ormai per gli italiani sembra essere una vera e propria ossessione, ovvero quella del telefonino su una mano e il volante sull’altra. “E il numero dei decessi –chiosa il capo della Polizia municipale di Verona- fa venire i brividi: sono ben 1623 le vite spezzate, quando l’obiettivo imposto dall’Unione Europea indica un numero pari a 1219”.

SafeDrivePod potrebbe essere una delle soluzioni per ridurre l’uso dello smartphone  mentre si guida, nonché  il numero delle vittime sulle strade italiane. Ne è sempre più convinta General Expert, soprattutto a fronte di quanto emerso dall’ultima indagine condotta dall’ISTAT nel periodo compreso tra gennaio e giugno del 2017, in base alla quale le vite spezzate a causa di sinistri stradali sono state ben 1623. E una delle cause, neanche a dirlo, è stato l’uso del cellulare al volante.

Facile da installare, SafeDrivePod è un tool distribuito da General Expert che, di fatto, blocca lo schermo dello smartphone mentre si è alla guida, senza tuttavia impedire le telefonate in vivavoce o l’utilizzo dei vari strumenti di navigazione. SafeDrivePod  è’ composto da:

  • un pod dalle dimensioni di una moneta da 20 centesimi da collocare all’interno della propria vettura
  • una APP da installare sullo smartphone, che blocca l’utilizzo della tastiera non appena l’auto è in movimento
  • un pannello di controllo avanzato, che monitora l’utilizzo di SafeDrivePod

Nessun allarmismo. E’ più facile a farsi che a dirsi, come si suol dire. Per i dettagli sul funzionamento di SafeDrivePod, basta cliccare su http://www.generalexpert.it/safe-drive-pod/

Una doverosa precisazione: General Expert non ha la presunzione di risolvere il problema della sicurezza stradale, ma ha deciso di partecipare all’ambizioso progetto di salvare vite umane, grazie all’utilizzo di SafeDrivePod. Uno strumento utile sia per le Compagnie di Assicurazione, che potrebbero ridurre i costi di risarcimento in caso di sinistri provocati dall’utilizzo dello smartphone al volante, ma soprattutto per quei genitori terrorizzati dai figli che, mentre guidano, inviano messaggi, partecipano alle chat, scrivono sui social e fanno un uso spropositato di “autoscatti”. In gergo, selfie.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *